Giù il sipario!

Ho cercato di dare il mio fattivo contributo alla costruzione del teatrino,  cucendo il sipario. Questo telone a due stoffe, che ha il compito di chiudere il palcoscenico, come suggerito dal prof. Nalli, è simile a quelli del teatro greco. Un telo di colore nero sovrapposto ad uno marrone, entrambi scelti dalla sottoscritta di una cotonina leggera e lievemente trasparente. Le due falde del sipario dovranno scorrere come il sistema del Sipario alla greca non  con  carrelli, ma semplicemente con degli anellini di plastica, aprendosi al centro e scoprendo il palcoscenico. Le falde sono state da me cucite con una larghezza superiore all’apertura del teatro per essere leggermente arricciate mediante l’inserimento di elastico. Questa “grettatura” ha conferito maggiore ricchezza al  sipario ma, non soddisfatta, mi sono accinta a ricamarlo. Ho preso in esame le cornici per le scenografie che gli alunni avevano disegnato  e colorato sui cartoncini neri, ne ho scelte alcune geometriche da riprodurre su fogli a quadretti. Nel ricamo non è sicuramente da sottovalutare la scelta del tessuto…quello scelto non presentava una trama netta, quindi, per ricamarlo occorreva l’uso del “cencio della nonna” . Ho riportato il disegno di una cornice, ma una volta collocato il “cencio” ai bordi delle falde del sipario, non si prestava per un ricamo ben definito a causa del diverso spessore di stoffe. Ho deciso, pertanto,  di appuntare in modo preciso il disegno stesso fatto su carta, con ago e gugliate di filati di matassine di  moulinè  dal colore arancione, rosso corallo e giallo senape ho eseguito il punto “erba” . Terminato il ricamo, con pazienza ho strappato la carta e sfilata da sotto le cornici…il sipario si era cosi’animato!!!

Prof.ssa Maria Pia Burocchi

(foto e video che illustrano il sipario a cura del prof. C. Nalli)

 

 

Progetto Iliade: appunti “scenografici”!

Un altro tassello fondamentale del “progetto Iliade” è stato messo a punto: le scenografie che accompagnano le sei scene da rappresentare.

Spieghiamo la tecnica usata. Siamo partiti da sei pannelli di compensato da inserire nelle pareti laterali del teatrino (v. foto). Questi pannelli sono stati colorati di nero in entrambe le facce, ed è stato usato il nero acrilico. Le scene sono state realizzate con fotocopie colorate a mano, fotocopie tratte dalla pittura vascolare greca, da De Chirico e da qualche altro pittore che ha illustrato l’Iliade. L’uso delle fotocopie è stato deciso soprattutto per ottimizzare i tempi di lavorazione del progetto, decisamente ridotti! In ogni caso anche il lavoro di adattamento delle fotocopie ha le sue valenze didattiche non indifferenti: spinge lo studente a confrontarsi da vicino con forme, superfici, tecniche già impostate da artisti professionisti e consente una memorizzazione più efficace del programma svolto in Storia dell’Arte e Storia.

Le scenografie sono duble face e mobili, cioè significa che a seconda delle scene rappresentate devono cambiare. Esse sono relative alle seguenti scene: Crise e Agamennone, Achille e Agamennone, Teti e Achille, Ettore e Andromaca, Lotta tra Ettore e Achille, Funerali di Ettore. Ogni faccia dei pannelli scenografici è stata arricchita da cartoncini colorati neri con sopra decorazioni ispirate alla pittura greca antica. I colori usati per le scenografie sono soprattutto matite colorate, ma anche pennarelli e tempere.

Nelle immagini si notano anche dettagli del ferro che regge il sipario, e delle inquadrature con GoPro.

Iliade: appunti video 1

Primi “schizzi video” del “Teatrino del sacro”, come mi piace definirlo in questo momento iniziale. Il teatrino scopre i propri attori e gli attori scoprono il proprio teatrino del sacro. Il senso del mito, del sacro, dello stupore, del racconto antico già si percepisce da queste prime immagini e da queste prime prove video. Audio e video completamente originali e improvvisati!!!

Ci vediamo alle prossime prove!

 

Progetto Iliade: fase preparatoria

PROGETTO ILIADE

Il progetto Iliade consiste: nell’interpretazione  di alcune scene dell’Iliade da parte di noi ragazzi rifacendo le battute e le scene stesse con riprese audio-video e un teatrino ligneo di riferimento.

Ľidea della nostra professoressa di Italiano M. Genellina alľinizio era stata quella  di fare un cartellone, ma poi il professor Nalli ha proposto di fare un teatrino in cartone, successivamente  è stato fatto in legno.

Prima gli insegnanti hanno sviluppato un rapido storybord e noi ragazzi intanto avevamo iniziato a disegnare vignette e personaggi,  che in un primo tempo avevamo pensato di fare in ceramica, ma poi il professore ci ha proposto di mettere noi stessi sulla scenografia con la tecnica dello sfondo verde effetto (keylight  ); per  lo sfondo verde abbiamo  usato la parete della classe e il professore  ha usato  un programma che si chiama  Adobe After Effect .

Prima di fare il teatrino vero e proprio abbiamo fatto delle prove con una scatola di cartone, gli abbiamo tagliato il fondo, lo abbiamo aperto di più sul davanti dandogli ľaspetto di un vero teatro, e ci abbiamo attaccato un foglio di carta da pacchi per la scenografia  e abbiamo rinforzato la scatola con il nastro adesivo di carta, da un formato rettangolare lo abbiamo trasformato in uno più grande .

Con il proiettore palmare del professor Nalli abbiamo visto dei brevi video (proiettati sulla parte retrostante del teatrino) sul foglio di carta da pacchi bianca, per sapere se la visione era ottima, e con la GOPRO3 (micro telecamera usata molto per lo sport e ha un obbiettivo fisso) abbiamo ripreso le prove del teatrino, dopo di che con il microfono abbiamo fatto delle prove della voce.

Poi noi ragazzi abbiamo colorato delle fotocopie usando lo stile della pittura vascolare (figure rosso su sfondo nero e figure nere su sfondo rosso) per le scenografie laterali, intanto il professor Nalli ha incollato, inchiodato e colorato con un colore acrilico nero per non far riflettere la luce il teatrino.

In seguito noi ragazzi abbiamo disegnato e colorato su dei cartoncini neri Murillo, delle cornici per le scenografie, sempre con lo stile della pittura vascolare.

Intanto la professoressa Burocchi  aveva il compito di cucire il sipario, successivamente con il professore abbiamo fatto delle prove sullo sfondo verde (che abbiamo come  colore sulle pareti della nostra classe, come si vede nelle foto in basso).

Ci rivedremo a progetto concluso!!!

Scuola secondaria di primo grado di Sanť Angelo in Pontano “Gerardo da Vignole”,  plesso dell’Istituto comprensivo “Vincenzo Tortoreto”,componenti della classe 1C : Natasha Bonfranceschi, Anita Brancadori, Beatrice Cruciani , Cesare Laici , Alice Ryan ,  Elia Sbarbati , Stefania Taccaliti, Sara Zeppa.

(Anita Brancadori, Stefania Taccaliti)

 

Il nostro San Valentino

IL NOSTRO SAN VALENTINO!

In occasione della festa di San Valentino, noi ragazzi della classe seconda della Secondaria di Primo grado di Sant’Angelo in Pontano (plesso dell’I.C. Tortoreto di San Ginesio), durante l’ora di Italiano dopo aver discusso sull’amicizia, il rispetto e i tanti sentimenti positivi che uniscono gli esseri umani, abbiamo dato libero sfogo alla fantasia e prodotto dei bigliettini per scambiarci messaggi di affetto. Abbiamo aperto i nostri cuori ed è stato bello constatare che al di là dei litigi, delle baruffe e dei piccoli dispetti di ogni giorno, c’ è un affetto sincero. Quella che vedrete è una selezione dei più significativi. Per dovere di cronaca dobbiamo dire che non sono mancati alunni che hanno preso la palla al balzo e si sono esibiti in vere e proprie dichiarazioni d’amore, ma non abbiamo avuto il permesso di pubblicarle! Buona lettura…

 

 

Esperienza didattica coordinata dalla prof. ssa M. Genellina

Io leggo… ma prima scrivo!

Tra le prime esperienze fatte con la classe 1C della scuola secondaria di primo grado “G. da Vignole” di Sant’Angelo in Pontano, uno dei plessi dell’I.C. “V. Tortoreto” di San Ginesio (Macerata), attraverso una collaborazione specifica dei docenti di Italiano (M. Genellina) e di Arte/Potenziamento (C. Nalli), vi è la sperimentazione dell’antica (neanche tanto poi!) calligrafia. All’inizio dell’anno scolastico 2016/2017 i docenti citati hanno progettato e pianificato una serie di esperienze volte a sviluppare competenze convergenti tra le due discipline, competenze e capacità tali da risultare essere in sé delle vere e proprie “prove autentiche” o “prove in situazione”, come si ama dire più recentemente nell’ambito dell’innovazione didattica. Purtroppo il sisma, che ha colpito duramente l’area dell’alto maceratese, ha in gran parte costretto i docenti e gli studenti a ridimensionare parte di quei progetti, che sono giunti comunque a un fine concreto e tangibile all’esterno della scuola. Le esperienze di calligrafia si sono svolte partendo prima dall’illustrazione dei materiali specifici: carte, pennini, cannelli, impugnature, tipologia di caratteri antichi, tutti argomenti mostrati in video e con libri specifici, oltre ché facendo toccare con mano esempi di materiali portati dal prof. Nalli. Parallelamente si sviluppava con la docente Prof.ssa Genellina la necessaria contestualizzazione storica e letteraria. Sono stati proposti inizialmente ai ragazzi font medievali e rinascimentali classici della calligrafia da riproporre con pennini a taglio largo, cioè piatti, con e senza serbatoio per l’inchiostro. La carta utilizzata è stata principalmente carta pergamenata e carta per penne stilografiche. Sono state sviluppate numerose esercitazioni iniziali perché la mano prendesse confidenza con i “nuovi” mezzi. Il prof. Nalli ha mostrato ai ragazzi con esempi video, e personalmente con esempi di scrittura, le modalità di impugnatura dei pennini, l’inclinazione del cannello o manico, la direzione secondo i font, la quantità di inchiostro e il tipo di inchiostro da usare. A metà dicembre circa, in previsione della festa di Natale della scuola, si è pensato di realizzare un oggetto generico da donare alle persone presenti ispirato alla calligrafia, ma legato anche alla lettura dei libri in generale. Questo oggetto è poi diventato un segnalibro con frasi di augurio scritte con pennini su carta pergamenata. Il segnalibro realizzato è doppio e ha avuto poi uno sfondo colorato per mettere in evidenza la parte scritta. Il verso del segnalibro è stato corredato di disegni realizzati in parte con pennino in parte a pastello. Tutti i segnalibri, circa 54, sono stati realizzati in sole tre ore il giorno 22 dicembre 2016 con i seguenti materiali: carta pergamenata, pennini metallici, inchiostri di tre toni, cartoncini ruvidi colorati, colla, spille per buste. Qui di seguito la documentazione fotografica delle fasi di quanto descritto sopra.